Scriveva El país domenica 8 febbraio: "Il drammatico caso di Eluana Englaro passerá alla storia italiana. Oltre alle riflessioni profonde che impone il caso, sicuramente passerà alla storia per la miracolosa trasformazione del presidente del consiglio più mondano e liberale che Italia abbia mai avuto. Il pagano Silvio Berlusconi, divorziato, donnaiolo, adultero ed accumulatore di ricchezze e potere senza fine è stato illuminato. In 17 anni non aveva mai pronunciato in pubblico la parola Englaro. In 48 ore si è convertito nel più radicale e convinto attivista "per la vita" in un paese dove non mancano voci di questo tipo".
Occorre premettere che in un periodo in cui la chiesa ha reiteratamente mostrato di voler riacquistare violentemente il predominio culturale e politico nel paese che ospita la sua sede terrena, per qualsiasi governo italiano sarebbe difficile ignorare le pressioni d’un agente cosí potente, radicato e mediatico. Inoltre, in questo momento storico, la depressione economica, le difficoltà concrete d’una parte considerabile della popolazione italiana, associata alla crisi profonda delle posizioni laiche progressiste, rendono particolarmente attraente per la popolazione più disagiata il messaggio tanto rassicurante quanto totalizzante della chiesa. Un ritorno in grande stile del pensiero forte che propone soluzioni metafisiche a problemi terreni.
Fatte queste premesse, scettico di fronte alla possibilità d’una repentina conversione di Silvio Berlusconi e considerato il contesto italiano e internazionale, considero palese che l’uso del caso Eluana da parte del governo ha molteplici finalità. L’azione del governo cerca di aumentare l’appoggio della chiesa e della gente che si riconosce nelle sue posizioni. Inoltre, è utile per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalla crisi economica e dalla poca lungimiranza delle misure prese dal governo. Serve anche per consolidare un’immagine del governo basata sulla protezione e conservazione di determinati valori che si pretende siano propri del nostro paese, alimentando l’idea che occorre difendere la nostra identità (?) dagli attacchi di qualsiasi corpo estraneo (immigrati, progressisti e laici, giudici bolscevichi, etc.). Permette demonizzare qualsiasi opposizione visto che chi rifiuta le posizioni del governo, chi rifiuta l’inedito scontro di poteri in corso, chi difende una netta divisione di competenze tra la stato e la chiesa, etc. è accusato con argomenti etici questionabili ma altamente mediatici che mettono all’angolo della società chi ha un’opinione differente.
Questi ed altri sono gli usi che Berlusconi sta facendo della vicenda di Eluana e della sua famiglia.
Non serve molta riflessione né rielaborazione per arrivare a queste conclusioni; è quasi ovvio (e al tempo stesso deprecabile) che un governo in difficoltà (e lo sono quasi tutti i governi del mondo in questo momento) ricorra a questi mezzi per avere un po’ d’ossigeno.
Mi preoccupa invece l’abuso che Berlusconi sta facendo del caso Englaro.
La crisi economica e del liberalismo e le tensioni sociali che stanno sorgendo (e sorgeranno con un’intensità sicuramente maggiore nei prossimi mesi) ci pongono in una situazione simile a quella degli anni ‘30, quando in Europa salí al potere il fascismo. Le proteste xenofobe in Inghilterra contro i lavoratori italiani e portoghesi sono un preoccupante sintomo. Ai governi democratici europei restano poche alternative. Quella di costruire un’Europa sociale, con misure che garantiscono sicurezza ed integrazione, mitigando le conseguenze della crisi e mantenendo il patto sociale. Questo cammino richiede una ristrutturazione profonda del modello liberista e occorre ridiscutere il ruolo dello stato nell’economia.
Altrimenti, gli stati dovranno far fronte all’ascesa irresistibile di movimenti nazionalistici e xenofobi che sapranno raccogliere e canalizzare lo scontento popolare verso obiettivi populistici ed autoritari. Le conseguenze le pagheranno le fasce più deboli della popolazione e sappiamo che in questo caso non ci sarà spazio per la rifondazione d’un sistema economico e sociale più efficace e sicuro.
Berlusconi durante il caso Englaro ha fissato in modo molto chiaro l’agenda: un decreto legge urgente che si sapeva che non sarebbe stato firmato dal presidente della Repubblica; una legge che si sa che non sarà approvata in tempo a causa dei tempi tecnici del parlamento; una riforma costituzionale, che a quel punto sarebbe legittimato a realizzare visto l’esito quasi sicuro della vicenda Englaro: il governo molto probabilmente non riuscirà a bloccare in tempo il processo che porterà Eluana a porre fine al suo stato vegetativo ed avrà così la giustificazione per modificare la costituzione.
Cosa intende Berlusconi per modificare la costituzione?
Eleverà a rango costituzionale il divieto di bloccare alimentazione e respirazione artificiale a casi come quello di Eluana? Sarebbe un primo passo per l’instaurazione d’uno Stato Etico, che sottrae al cittadino la libertà di decidere sulla propria vita e sul proprio corpo, definendo a colpi di legge il bene e il male secondo una dottrina, a quanto pare, sovrapponibile a quella della chiesa cattolica. Uno stato khomeinista cattolico, molto simile agli stati retti secondo la legge islamica, peraltro criticati ferocemente e molte volte senza cognizione di causa da parte degli alleati di governo (v. Lega Nord).
O, molto più probabilmente, il governo abuserà della vicenda Englaro e del suo probabile finale, per esempio, per modificare la costituzione in modo che i decreti legge urgenti possano entrare in vigore senza l’approvazione né del parlamento né del capo dello stato?
Sappiamo che il governo Berlusconi, nonostante la spaventosa maggioranza di cui gode al Senato e alla Camera, non si distingue certo per il rispetto della prassi legislativa democratica. L'uso frequente e indiscriminato del voto di fiducia e dei decreti legge sono stati criticati dagli stessi alleati di Berlusconi.
Forse Berlusconi, di per sé noto per le sue tendenze autoritarie, ha già deciso quale sarà il percorso che seguirà l’Italia in questo momento economico e sociale difficile. Pare che non sarà la costruzione di un’Italia che protegge le classi più deboli e d’uno stato che svolge un ruolo forte nell’economia per riattivare la crescita e assicura il lavoro e il benessere. L’intenzione che si profila è un’altra: coccolare le posizioni estreme e aprire istituzionalmente il passo ad un governo autoritario, che esautora ogni potere dello stato che possa ostacolare la sua volontà.
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