lunes, 9 de febrero de 2009

Italian Boiling Frogs

Se si getta una rana nell’acqua bollente, questa schizza via saltellando. Se si mette una rana in un recipiente d’acqua fredda e si scalda progressivamente l’acqua fino a farla bollire, la rana morirà senza rendersi conto dell’aumento della temperatura.
Alcune persone d’origine straniera violentano una ragazza italiana e picchiano il suo fidanzato. Lo sgomento e la rabbia invadono le prime pagine di tutti i giornali per vari giorni, motivando manifestazioni d’odio, dichiarazioni avvelenate di politici di tutti i colori, etc.
Alcune persone d’origine straniera violentano una ragazza d’origine straniera. La notizia scorre veloce tra le Ultim’ora d’agenzia, di solito posizionate in una colonna a destra dei siti web dei principali quotidiani italiani.
Un italiano violenta un’italiana l’ultimo dell’anno. La notizia fa scalpore per un giorno poi vengono pubblicate le dichiarazioni inverosimili degli amici dell’aguzzino: "Chi non beve un goccio di troppo l’ultimo dell’anno?"
Il problema dunque non è la piaga odiosa della violenza sessuale, che perpetua modelli di dominio maschile sul corpo femminile la cui origine culturale e religiosa è nota e non ha nulla a che vedere con la nazionalità della vittima o dell’aguzzino. No, il problema è attribuire la colpa a qualcuno. L’importante è dire quello che la gente vuole sentire, e la gente non vuole sentire che la colpa è degli uomini; la gente non vuole riflessioni serie sulle origini sociali e culturali di delitti così efferati che hanno a che vedere con le differenze di genere e la violenza machista; la gente non vuole misure preventive, educative e repressive adeguate e effettive. La gente vuole sapere a chi può attribuire la colpa di tutto ciò che la affligge in tempi così difficili. Ed è meglio che i colpevoli non abbiano portavoce esperti in giacca e cravatta, giornali, partiti, sale stampa, televisioni, avvocati o voce per difendersi. Non è difficile intuire qual è il gruppo sociale che meglio corrisponde a queste caratteristiche.
Eluana. La giustizia permette alla famiglia di rispettare la sua volontà di morire. Ed ecco che un governo, anzi un capo di governo, scatena un conflitto tra poteri senza precedenti, sbeffeggia parlamento e capo dello stato, emargina la giustizia, divide un popolo, andando contro prassi istituzionali ed ogni buon senso.
Meno male che Eluana non si sveglia. Si vergognerebbe di vedere cos’è diventato il paese che ha lasciato quasi 20 anni fa.
Il permesso per essere i regola costa un calvario di norme e documenti, e 200 euro. Essere irregolare può costare la vita. Non solo perché i trafficanti d’uomini sono dei senza scrupoli che abbandonano centinaia di persone in imbarcazioni di fortuna alla deriva. Una volta in Italia è meglio non andare dal medico né in ospedale; quei tipacci in camice bianco potrebbero denunciarti e spedirti in carcere o al tuo paese, abiurando giuramenti e ignorando principi umanitari.
Le camicie nere erano bande paramilitari di facinorosi che si facevano giustizia da sole ed attaccavano avversari e diversi. Le camicie verdi, legalizzate da poco, sono associazioni spontanee di cittadini che collaborano con le forze dell’ordine per garantire la sicurezza e controllare il territorio. Non cambierà solo il colore?
Oggi, per un italiano poter osservare il proprio paese da fuori è un privilegio. Significa vedere tutto ciò che ho descritto, riprendendolo dai giornali italiani delle ultime settimane, senza viverlo sulla pelle, con la dovuta distanza e obiettività. Irrita e duole, soprattutto per la coscienza che da fuori si può fare poco per incidere e cambiare. Per lo meno sentiamo l’acqua che scotta e ce ne allontaniamo in tempo. In Italia, l’acqua si è scaldata piano piano e le rane stanno per bollire senza rendersene conto.
Questo blog non ha la pretesa di rappresentare gli italiani all’estero; non è nemmeno un blog esclusivamente diretto agli italiani all’estero, non ci saranno notizie ed informazioni utili per chi emigra.
È un blog per riflettere su ciò che succede in Italia e nel mondo da un punto di vista differente, quello, appunto, di un italiano all’estero. Con la speranza esplicita di contribuire a raffreddare l’acqua in tempo, o almeno tentando di far saltare via le rane prima di morire.

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